Per colpa di un “mi piaci”

Reazioni e comportamenti anomali sui social network ed in rete internet?

Da se sempre, ogni giorno, accadono tanti fatti e cose. Ma nel nostro tempo sempre maggiormente ogni elemento appare singolarmente focalizzato. Specialmente nei social, dove la forma espressiva impone l’utilizzo di brevi testi o slogan.

Quali meccanismi sostengono ed alimentano una diffusa presenza di messaggi d’odio e posizioni estreme?

Tutto viene proposto e colto in piccole parti o dosi, che si prestano a singole sommarie e superficiali diverse interpretazioni. Complice anche il poco tempo, che spesso non favorisce un dovuto approfondimento.

Sicuramente questo da un punto di vista si semplifica la vita, senza doverla valutare e considerare nell’insieme della sua completa articolazione di stridenti contraddizioni o posizioni, digerita e valutata in un più ampio spettro di soppesate espresse opinioni. Favorita da un’ampia diffusione e veloce crescente partecipazione, con un semplice “mi piace” o “condivisione”, per un titolo spesso fuorviante nell’esprimere la propria opinione senza filtri e apparenti consegui.

Atteggiamenti e comportamenti vissuti in “botta e risposta” a suon di crescenti commenti, per dire l’ultima o dimostrare qualcosa a qualcuno, che non sta di fronte. L’avversario si cela distante nell’ampia platea che assiste, nell’insieme di tutti i profili anonimi di chiunque, pronto ad intervenire come “un esperto”, senza dover dimostrare titoli o competenza.

Diventa naturale esprimere marcate ed esasperate opinioni complessivamente giudicanti e giudici di ogni aspetto
spesso senza merito o esperienza

Ogni parere sostenuto singolarmente, contribuisce irrimediabilmente a ritrovarsi compromessi. Progressivamente è inibita la possibilità di valutare ed esprimersi correttamente su quanto complessivamente ed obbiettivamente è accaduto intorno a noi, involontari complici o vittime di quanto non potevamo immaginare, sostenere ed esprimere.

Questo è sempre accaduto. Si inizia da un piccolo screzio, si alza la voce ed a forza di spintoni diventa una rissa.

Ognuno deve “suonarle” al proprio vicino. In un ambiente come la rete o sui social, con il conforto del solo tono delle parole espresse, in stringate espressioni di parte, dove “darsele” sembra far meno male reciprocamente.

In assenza di dolore e rapporto fisico diretto (apparentemente non sono visibili ossa rotte e ferite sanguinanti, feriti e vittime che restano sul campo): i danni solo morali e psicologici, ma favoriscono e alimentano orgogliosi e anacronistici prosegui. Passando di rissa in rissa, di argomento in argomento, con impavida tenacia.

Benché con con le parole si possa maggiormente ferire, nessuno ne esce con la vittoria o con evidenti conseguenze nel breve tempo d’espressione. Ogni confronto alimenta e fa cresce la voglia di potersi riscattare, o galvanizzare nel dover picchiare più forte la prossima volta, nel successivo post contro un fronte avverso alle posizioni maturate, immersi nell’immunità della distanza fisica.

Il linguaggio è da slogan, più semplici da capire e facili a rappresentare chissà quale propria opinione.

Il linguaggio risulta comprensibile e schietto alla portata di chiunque, anche alle più basse culture popolari. Un facile invito al poter partecipare ed interagire con il chiasso di strada.

Contributi e contenuti o proposte trovano facile presa sulle masse, non troppo soppesati in deduzioni e soluzioni poco valutate, ma che contano maggiormente del numero di acculturati ed approfonditi consapevoli posizioni.

“Menare” non richiede forza o l’essere riconosciuti dal vicino.

Gli spalti sono immensi ed ovunque, immediati e perenni.  Lo strumento non è la strada, non è la via o il quartiere. Ognuno resta uno dei tanti, letto e spesso nascosto nel profilo di un “non amico”. Nella virtualità della rete, dove i contendenti si posso umiliare senza misurarne il male reso o ricevuto.

Le urla dagli spalti si sovrappongono a quelle dei gladiatori, intervengono a sproposito, calandosi inesorabili. Partecipando alla lotta attivamente, senza metterci la faccia o del dover dimostrare la propria fisicità predominante.

Il perché si sia iniziato si perde, in oggettivazioni di merito e particolari marginali, che tracciano solchi o facciano uso di nuovi trucchi e artifizi tecnologici.

Ogni antagonista si presenta al prossimo post per renderlo maggiormente ricco e fitto di nuove ragioni, dati o condivisioni, spuntate chissà da dove. Partecipi con interventi fuori tema o personali a suffragio, che intercalano disturbando, fuorviando il tema in corso.

Forti di un algoritmo tecnico che aggrega i simili nella convinzione di essere dalla parte della ragione e della massa, emulando stessi atteggiamenti ed argomenti. Logiche e modelli storici, che vivono dimenticati nei libri di scuole e studi sociali sulle curve di diffusione e imitazione, fanno il resto.

Astenersi è un gesto che penalizza, entrare nella rissa esalta, urlare commenti ad effetto costa nulla. Entrare a gamba tesa sembra non far male.

Crescono e si moltiplicano atteggiamenti da spettatori urlanti battute nello scuro antistante il palco tra il pubblico, con interventi pungenti e dissacratori, avvallati dal numero di pollici alzati ricevuti, lontano da essere valutati per chi li abbia posti.

In ogni intervento la massa di tante espressioni e opinioni singole pesa maggiormente nel complessivo, distraendo e dimenticando l’interesse comune, su cui maturano aspetti e comportamenti comuni o prese di posizione, che pesano nella vita di tutti i giorni da vivere nella realtà.

Uno vale uno, indipendentemente da quanto e come sia maturata l’espressione di voto. 

Mentre la realtà è sempre più complessa, si avanza annebbiati nel percorso intrapreso in animati confronti e duelli, persa la ragione di poter valutare nel suo insieme in modo oggettivo. Trascinati da altri a cui dare ragione in aspetti marginali. Associati agli appartenenti alla parte di cui si è catalogati partecipi, solo per aver fatto semplici “mi piaci e condivisioni” anche di altre piccole ragioni ed opinioni, chissà quando.

Essere parte di un gruppo è nella nostra natura del bisogno di aggregarci, di sentirci parte e forti  in un insieme di simili

Lo sono i vestiti dell’adolescenza, diventano i comportamenti nei social a scapito di ideologie e posizioni maturate.

Il mezzo facilita l’esserne parte, offusca la possibilità d’attendere ed ascoltare tutto il complesso delle cose e dei fatti. Valutati e misurati in piccoli singolari e marginali aspetti condivisi. Tradita la natura umana di esseri pensanti, divenuti analfabeti digitali o intelligenze disfunzionali, ridotti ad ignorare, appartenenti ad un gregge.

La mandria si sposta seguendolo un tortuoso percorso, suggerito e coretto a suon di piccoli espressioni dal mandriano, che conduce il popolo bue solo per proprio interesse. Abilmente propagata ed esaltata da sconosciuti contatti, che diffondono senza consentirne l’iterazione e gli interventi ad altri, vittime anch’essi della profilazione e aggregazione tra i simili che la piattaforma tecnologica favorisce, per vedere il mondo come suggeriscono le preferenze e conferme poste a suon di “mi piaci e condivisioni”.

Pensare ed esprimersi con la propria testa, con la forza delle proprie idee e opinioni, richiede uno sforzo che la facile reazione e ripetizione di brevi frasi o slogan non lo consente. Valutare il potenziale del mezzo e l’abuso della tecnologia è una lontana prerogativa dei soli addetti ai lavori. La menzogna, o la falsità meglio raccontata, si fa strada più velocemente di ogni verità o ragionamento logico, oggi chiamate fakenews.

Parlare ad un amico “vicino di tastiera”, significa pronunciarsi nel megafono della radio nelle piazze. Tutti occasionali oratori al balcone di Palazzo Venezia ai partecipanti al comizio, ad altri che mai s’incontreranno o che si possa conoscere in chi sia o stia ovunque, senza il tempo di valutarne il profilo o cosa rappresentino, convincendoci di essere parte e parere condiviso della folla.

Inconsapevoli Attori e Vittime di proprio destino e appartenenza non scelta e mediata.

Tutto accade per colpa di un click, un “mi piace” o “una condivisione”, per ritrovarsi nel girone dantesco di cui non si è mai voluto essere parte.


Come sempre anche nei social, chi sta alla finestra a guardare non ci rimette, chi scende in campo (anche solo con un click) rischia di entrare nella mischia ed essere parte delle risse che leggiamo nei social network ogni giorno.

Ma forse per crescere vale la pena farne parte.

pubblicato anche in: 
Medium – https://medium.com/@raimondobruschi/per-colpa-di-un-mi-piaci-1018083bdd1f 
Linkedin –  https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6454762061363707904/

Basta fare innovazione a colpi di twitter e slogan

L’innovazione non può essere un processo o un computer: è fatto di rischi e non solo di twitter e slogan

Di diritti da difendere e di azioni collettive, di processi distruttivi da gestire e di consenso da cercare. Di idee chiare e porte da sfondare. Di rischi per inseguire la sostanza in dispetto del rispetto delle regole (che innovazione sarebbe se fosse già scritta e stabilità per legge)

Con tanto sudore, pazienza e costanza, per ogni singola impressione che spesso passa inosservata ma fa la differenza  .

Bisognerà che gli innovatori diventino più politici, più rilevanti.

Non scendendo in piazza per manifestare, ma in strada per divulgare che il vivere di oggi è la premessa del domani.

Perché se innovare è frutto di cultura sono le scelte un nutrirla e farla crescere.

pubblicato in account personali di Medium, Linkedin, Facebook , Pulse , Google+

Basta APP, uso i BOT di Telegram

Ognuno in possesso di un cellulare installa applicazioni per ogni cosa, ma il 75 % non vengono utilizzate. Arrivano i BOT di Telegram e qualcuno ha urlato e scritto che “le APP sono finite”.

Un titolo strillato per richiamare l’attenzione su un nuovo elemento, che tutti gli operatori di messaggistica cellulare stanno implementando. Potrebbe essere la nuova rivoluzione nei cellulari, come sistema di alert o di fornitore di infomazioni e funzionalità : i BOT

Non basta più la sola messaggistica tra utenti,
che hanno fatto la fortuna di WhatsApp o Messanger di Facebook.

Non bastava Snap Chat a rubare utenti (che negli Stati Uniti tra i teenager ha più utenti di Facebook). La cui caratteristica è quella di perdere memoria di quanto spedito e consente di mandare messaggi e fotografie senza lasciarne traccia sul nostro cellulare. (manco alla mamma o al compagno/a quando te lo controllasse)

Per arginare il problema, ai programmi di messaggistica per cellulari, non basta più rilasciare versioni d’utilizzo sui computer.  Ha ceduto anche il più noto e diffuso WhatsApp, che resisteva ad essere utilizzabile solo per dispositivi mobili. Ma anche questo non basta.

Un altro programma di messaggistica insidia tutti Telegram 

La prerogativa di quest’ultimo d’essere considerato sicuro, ne aveva fatto nel periodo “fermo” di WhatsApp (avvenuto a pochi giorni di distanza della acquisizione da parte di Facebook) un successo di download ! Qualcuno ha pure provato la sua “non assoluta sicurezza crittografica” nei messaggi. Ma ne è bastata le presunzione, quale fattore di successo, per diventare una funzione implementata anche da WhatsApp

Cosa fa allora di Telegram la grande rivoluzione ?
I BOT, cosa sono e come funzionano ?

A parte messaggiare in modo sicuro, seguire gruppi e quanto altro fanno gli altri programmi di messaggistica, basta cercare le nuove funzionalità dei BOT utilizzando la barra dei contatti (ponendo la @ davanti al nome del BOT) per accedere ad un nuovo mondo di molteplici applicazioni.

@chiamato – consente di ricevere la segnalazione sul proprio cellulare, ove si sia stati chiamati mentre si era in zona non coperta o occupati in altra telefonata. la funzione d’avviso è recentemente divenuta onerosa da parte da parte dei gestori di telefonia mobile ed ora torna così torna ad essere gratuita.

@vkmusic – consente di cercare e scaricare musica per autore, album , titolo

Ci sono tanti “store” o “directory in italiano ” , spunti con l’elenco dei migliori, che ogni giorno propongono nuovi BOT e molti ne seguiranno essendo di facile sviluppo.

Esistono BOT di Telegram, che permettono di cercare nella “Divina Commedia” (vedi https://telegram.me/divinacommediabot di Francesco Paolicelli ), che possono avvertire quando un prezzo su di un sito varia e arriva al costo desiderato per un acquisto, che interagiscono e informano ! Nel mondo reale, vedi interessanti spunti nell’e-commerce, di  o il BOT del CentroMeteoLombardo  http://cml.to/robot/  utilissimo per agricoltori.

Non occorre farsi prendere la mano, è necessario controllate sempre prima cosa facciano (es: http://www.telegramitalia.it/naturismo/ )  per non trovarsi il cellulare pieno di avvisi e iscrizioni a gruppi, magari che appaiono come messaggi ricevuti sul cellulare nel momento meno opportuno.

Forse vedremo i BOT essere la risposta operativa di “avviso” per i dispositivi ed i sensori “IOT”, quando a casa nostra o nei dintorni succede che… o consentano velocemente e nel modo migliore di …

Non sostituiranno le APP, ma sono un valido supporto per il nostro cellulare nell’iterazione con il mondo digitale e non. A tal punto che tutti i sistemi di messaggistica sono corsi ai ripari annunciando il loro prossimo supporto ai BOT.

Una finestra aperta ad avere in tasca un “maggiordomo” che avvisa di ogni cosa che accade. Forse il terminale di tanti dispositivi IoT (Internet of Thing.. delle Cose) che caratterizzeranno il nostro futuro, monitorato, controllabile e programmabile, in ogni cosa e fatto che accada vicino, intorno a noi, in rete …

Un nuova rivoluzione, che vale la pena di seguire sul nascere, per capire e interpretare, senza farci trovare analfabeti e superare l’ignoranza digitale ?

copia pubblicata su Linkedin Pulse https://www.linkedin.com/pulse/basta-app-uso-i-bot-raimondo-bruschi e su Medium https://medium.com/@raimondobruschi/basta-app-uso-i-bot-di-telegram-5329fe1b5e7e

Alle prese con l’innovazione

Non ci sono più ostacoli tecnologici per migliorare la vita, ma bisogna risolvere una forte rivoluzione sociale per applicarli

L’innovazione per definizione è il “nuovo”, o “futuro”. È una costante di tutti i tempi.  Ha spinto all’evoluzione gli uomini e il mondo delle imprese dalla notte dei tempi. Ha creato opportunità o vantaggi competitivi nelle soluzioni di prodotto o servizio, ma con quali impatti crescenti ?

Molte professionalità, specialmente artigianali italiane, sono state il frutto dell’intento di migliorare lavorazioni o servizi, di prodotto o  erogazione. Hanno determinato un bagaglio d’esperienze e costituito il “valore” dell’azienda o del professionista, titolandone il successo.

Alla base di questi successi c’è sempre stata l’applicazione tecnologica. Nell’uso di materiali, nel trattarli ed elaborarli, per ottenere nuove soluzioni o utilizzi che evolvevano gli esistenti in nuova forma. Fin dalla conoscenza e padronanza del fuoco, il rapporto con l’innovazione è stata una prerogativa dell’uomo.

Con l’evolvere e sovrapporsi delle conoscenze e competenze, il complesso d’attrezzi e tecniche tramandati e coinvolti si è allontanato dall’individualità, diventando un bagaglio di cambiamenti radicali, tesi a produrre meglio, maggiori quantità, a costi inferiori, con accessibilità di mercato, con una velocità che ne faceva crescere il benessere diffuso.

L’aumento dell’occupazione con il coinvolgimento di spettri più ampi di popolazione, durante la rivoluzione industriale, faceva pensare a una illimitata corsa verso nuovi risultati di prodotto, servizi e benefici, di cui tutti avrebbero goduto per ottenere una migliore qualità di vita.

Escludendo le lotte di classe o le guerre di religione, che tendevano a far superare barriere sociali e diffusione della partecipazione, sia che fossero di materiali o meno, per un certo periodo il mondo si è sostenuto sulla disponibilità illimitata ed incontrollata di risorse naturali e tecnologiche, che l’uomo grazie all’innovazione ha trattato, per generare (in fattore di maggiore moltiplicazione) procedendo parallelamente in favore di una diffusione del benessere e della crescita sociale.

Recentemente la tecnologia ha introdotto alcuni processi di lavorazione e produzione/ erogazione, che seguendo regole finanziarie sempre più elaborate e proprie arrivano a creare ricchezze e patrimoni distanti dal mondo reale. Di certo la componente dell’automazione prima meccanica e poi elettronica nei processi produttivi, ha incrementato la velocità del procedere dell’innovazione. I limiti raggiunti traguardano e prospettano un panorama depauperato di sostenibilità ambientale ed economica, quasi ad aver superato i benefici collettivi e sociali che ispirano l’innovazione e accettano il soccombere di alcuni profili professionali o successi aziendali a perdere.

I valori sociali condivisi, che vanno tutelati per l’interesse generale nel modo del lavoro e professioni, con la globalizzazione e la caduta delle barriere del trasporto di cose, persone e informazioni, si pongono a stridere e a elevarsi per essere le nuove barriere da superare per l’innovazione, dove fortemente la tecnologia ha superato lo spazio di tempo necessario per essere accettata e assorbita dal sistema nei processi di disintermediazione e ricollocazione occupazionale che crea.

Se maggiore è il numero di anni trascorsi tra l’avvento del treno e degli automezzi del mondo dei trasporti, sono bastati una manciata di anni in accelerazione progressiva per la trasformazione del supporto di riproduzione e diffusione dell’immagine e del suono, dal disco e pellicola ed i sistemi di distribuzione, passando per cassette e cd alla fruizione telematica televisiva o informatica in tempo reale. Dove anche l’intero mondo della comunicazione vive una disponibilità informativa che pone nuovi paradigmi e modelli sociali bruciati in un messaggio di twitter.

Su questi nuovi canali si formano e  diffondono idee e proposte, spesso affascinanti in termini delle prospettive e ricadute, ma che celano forse maggiori disagi sociali dei benefici che generano.

I livelli raggiunti di tecnologia e diffusione implementano soluzioni e aspettative a un livello di contaminazione d’applicazione che non lascia spazio a dubbi e riflessioni fagocitando insuccessi di scelte (compresa la scelta dell’immobilismo), pena il far scendere la serranda.

Abbiamo vissuto con freddezza personale ed entusiasmo tecnico, l’avvento del CD sulla cassetta audio e video per arrivare a ristretto spazio all’ on demand per il video casalingo.

La digitalizzazione della musica, che ha trasformato il vinile in file, ha costituito anche una presa di posizione vendicativa nei confronti dei costi imposti nel supporto di trasmissione fisico, a favore del download abusivo e selvaggio, quasi a  sfida dei regni dei produttori e diritti d’autore: lo è sentiment di molte delle scelte recenti, che sembrano essere beneficio collettivo, nascondendo nell’uso di tecnologia posti di lavoro persi che stentano a lasciare il tempo di crearne di nuovi.

E’ il caso recente di applicazioni per taxi con autista (come UBER) in mercati protetti e contingentati, o degli odontotecnici e dentisti collegati nel destino del procedere dell’innovazione nei processi di due mercati che sembravano senza possibilità di essere toccati, nella professionalità svolta da categorie predefinite e chiuse per titoli e licenze da maturare o d’investimento.

Innovazione Scanner Impronta Dentale (fonte http://www.lob.it )
Scanner Impronta Dentale – fonte http://www.lob.it 

Innovazione Stampa 3d impianto dentale (fonte http://www.lob.it )
Stampa 3d Impianto Dentale – fonte http://www.lob.it
La foto di destra è uno scanner, che letta l’impronta tradizionale la digitalizza. Potrebbe già esserlo se il dentista usasse una soluzione di rilevazione della dentatura esistente elettronica, ampiamente disponibile. L’odontotecnico elettronicamente disegna i nuovi denti, la cui base viene stampata in 3D al di fuori del laboratorio e potrebbero essere posta e adeguatamente colorata in bocca al paziente con un’esperienza da dècoupage hobbistico

L’odontotecnico potrebbe lavorare dal pc della cameretta di suo figlio, riuscendo a sostenere il minor margine e chiudendo il laboratorio. Eliminando i costi sostenuti per dipendenti e gli investimenti in attrezzature, le norme a cui attenersi in materia di salute e sicurezza, ecc…
Lo studio dentistico diventerà un semplice studio per la cura e preparazione, a meno che non venga inventata anche la pastiglia anticarie. Norme a parte, che consentano o contengano, la de.professionalizzazione odontotecnica è segnata. Ma:

Da questi professionisti si alimentavano lauti guadagni di fornitori, i quali pagavano il conto per le lavorazioni dentali loro e dei propri figli. In pratica se gli odontotecnici e i dentisti mangiavano con la bocca dei pazienti, ora si può temere che pazienti non avranno modo di riempire la propria bocca.

Un analogo caso potrebbe essere di impatto significativo nella gestione dei servizi pubblici, nella volontà di ricercare sostenibilità ambientale e sociale.

Avvicinandosi con il proprio cellulare ad un fermata del bus è facile ottenere l’orario di arrivo del mezzo. Ma simil dato è ottenibile senza dover essere così prossimi alla fermata cittadina, consentendo anche di richiedere il fermarsi del mezzo lungo il percorso (a favore di una maggiore fruibilità). Possibilità (tecnologia abilitante) utilizzabile anche da casa, identificando il solo punto di destinazione.
Si potrebbe così ottenere un’innovazione epocale nella gestione del trasporto pubblico, intercettando le richieste di tutti gli utenti e ottimizzando in tempo reale il percorso di mezzi automaticamente instradati e gestiti.
Indicato il dove voler andare al proprio cellulare, si potrebbe ottenere la risposta calcolata “il mezzo arriva tra 5 minuti”, previo servire altro utente sullo stesso percorso e includendo un tollerabile cambio di percorso per il successivo.

Il tutto è molto simile all’idea di chiamare un taxi in una modalità condivisa, stile car sharing del trasporto pubblico. Ma la domanda da porsi non è il vantaggio della sostenibilità ottenuta senza l’uso di linee di trasporto pubblico predefinito (soddisfacendo la relativa ottimizzazione dei rami secchi, tanto cara agli esami di Economia dei Trasporti) o l’evoluzione del taxi senza autista o a guida monitorata (diminuzione del trasporto unitario su gomma cittadino) o il valido supporto d’inter.trasporto urbano a supporto di linee su rotaia (Ferroviarie o di Metropolitana).

A parte il vantaggio di produrre nel breve nuovo lavoro per startup di programmazione e commesse per imprese nel settore dei mezzi pubblici. Possiamo considerare l’implementarlo a costo d’irrisorie applicazioni da cellulare e la tecnologia consolidata alla portata di mano e tasca di qualsiasi amministrazione.

Resta il grande problema sociale:
Nel che farne di tutti questi lavoratori (guidatori di bus urbani e taxisti) ?

Ma né le stampati e gli scanner 3D o i mezzi elettrici autoguidati contano nulla, oggi potrebbero essere i droni, le app, i google glass ecc.. Siamo di fronte ad innovazioni che sono applicazioni tecnologiche al pari del carbone o altro combustibile sostituito dal gas cittadino o teleriscaldamento per uso domestico. Con l’unica differenza che non sono servite centinaia d’anni, ma solo pochi decenni per passare dal disco in vinile al video on demand di Sky. Pochi anni perchè una stampante auto.costruita scaldando un filo plastico, diventi “ricevere un file per stampare il prodotto acquistato”.

Quanti anni impiegavano le innovazioni ? Un periodo che consentiva di far accettare i cambiamenti e introdurre nuove professionalità, con percorsi di riqualificazione e riposizionamento, permettendo di far crescere le generazioni che seguivano.

Per cui le domande da porsi sono: La tecnologia ha superato la soglia delle sostenibilità sociale ? Saremo in grado di garantire, riconvertire e riassorbire, in accettabili nuove forme e mercati, la terza rivoluzione industriale ?

Dovremo imparare ad innovare i nostri approcci e non solo a subire l’applicazione della tecnologia nell’innovazione.

ne parleremo Venerdi 20 alle ore 9,30 in Camera di Commercio di Nuoro in via Michele Papandrea 8 

il link dell’evento: https://www.facebook.com/events/557248474394301

altri articoli di riferimento : 

Intervista a Nicola Pirina http://trasferimentotec.wordpress.com/2014/06/18/24-sinapsi-dinnovazione-gli-innovation-manager-intervista-a-nicola-pirina-_-innovation-strategist/
Articolo IMSardegna http://www.imsardegna.it/modules.php?name=News&file=article&sid=176
Basilicata Innovazione http://www.basilicatainnovazione.it/news/basilicata-innovazione-al-convegno-a-nuoro-sulle-imprese-hi-tech/
Local Genuis http://www.localgenius.eu/digital-and-startup-nuove-imprese-ad-alta-tecnologia-e-ad-alta-conoscenza-un-convegno-alla-camera-7147.htm
La Barbiagia NET http://www.labarbagia.net/notizie/comunicati-stampa/7650/convegno-le-nuove-imprese-ad-alta-tecnologia-e-ad-alta-conoscenza-digital-and-startup
Cronache nuoresi http://cronachenuoresi.it/2014/06/16/camera-di-commercio-seminario-sullavvio-di-imprese-nel-campo-digitale/ 
Sardegna Reporter http://www.sardegnareporter.it/?p=5117
Eventi Formez http://eventipa.formez.it/node/20867
network
network imsardegna  – http://imsardegna.it