Sei dislettico (*)?
Io prendo 18 su 20 punti nel test per adulti, e se lo fossi anche tu?

(*) Si dice e scrive: dislessico, impronunciabile e non scrivibile per chi lo sia. Ma sempre puntualizzato dai “normali” con il “complesso della maestrina dalla matita rossa“. A caccia di poter dare cattivi voti inferiori a 5 in rosso evidente. Sempre pronti a poter bandire e mettere alla pubblica gogna, senza leggere contenuti espressi!

Verificalo a questo link: https://genitoriedsa.wordpress.com/2016/11/29/dislessia-e-adulti-e-se-fossi-dislessico-anchio-test/

Oggi una diversità riconosciuta anche in forma associativa a tutela https://www.aiditalia.org/

Mi consolo, essendo sinonimo di diversità. Spesso “si dice” che sia, e fosse, una prerogativa delle persone geniali, spesso incomprese. Per questo motivo divenute tali: dovendo combatte e sforzarsi per risultare all’altezza dei normali arrivino ad essere migliori. #consolatevi !

Ritrovandomi in questo appunto per molti aspetti del vissuto https://ninetyninenews.wordpress.com/2015/11/11/la-fortuna-di-essere-dislessico/

Se la DSA fosse dei miei tempi, per gli esami universitari sostenuti forse sarei laureato in entrambe le facoltà, che ho “freguentato” (mi richiede un grosso sforzo scrivere le “q” al posto delle “g”) oltre alle “freguenti” fughe da deficit di disattenzioni che però mi rendo conto solo oggi: “mi hanno permesso di essere quello che sono”.

Oggi sono previste, dalla Legge 170 e dalle Linee guida per i DSA allegate al DM 5669/2011:

misure dispensative:

privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte, tenendo conto anche del profilo individuale di abilità;
prevedere nelle prove scritte tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più oppure l’eventuale riduzione quantitativa, ma non qualitativa, nel caso non si riesca a concedere tempo supplementare;
considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l’ortografia.

strumenti compensativi:

uso di PC con correttore ortografico e/o sintesi vocale
calcolatrice
altri strumenti tecnologici