Mi domando sempre perche’ le compagnie di carburante non noleggino l’auto facendola pagare in benzina consumata:

Ma a forza di telefoni cellulari regalati a canone compreso, per avere nuovi utenti telefonici, ora:

“Gli operatori telefonici temono il potere crescente dei produttori di sistemi operativi”

http://www.ispazio.net/296500/gli-operatori-telefonici-temono-il-potere-crescente-dei-produttori-di-sistemi-operativi

 

I numeri della rete a Settembre 2011

dati Audiweb: 27 milioni di utenti in Italia che hanno navigato almeno una volta da PC nello scorso mese di settembre (+12% sull’anno precedente)e 35,4 milioni di italiani che beneficiano di un collegamento internet, ovvero il 74% della popolazione tra 11 e 74 anni (+7,3% sul 2010), mentre sono 9,3 milioni i nostri connazionali che dichiarano di avere un cellulare con connessione internet (+74% in un anno). E nel mondo sono 800 milioni gli iscritti a Facebook (18 milioni in Italia, di cui 274 mila in Emilia Romagna), 200 milioni (1,5 milioni in Italia) su Twitter e 100 milioni su LinkedIn (1,7 milioni gli italiani)

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1 giorno in 1 minuto

Abbiamo finalmente finito il trasloco nella sede nuova. E’ sempre triste lasciare i posti dove hai vissuto tanti momenti ed eventi, che ti rimarranno nel cuore. Chiudere la porta con la soddisfazione di aprirne una nuova , piu’ grande, spaziosa, piena di luce e’ un momento che ti da la misura che quanto hai fatto e’ la misura di un tuo successo, seduto nel nuovo guardi al futuro con l’orgoglio di voler affrontare quello che verra’.

Cercasi maggiore banda disponibile, ma forse non solo in fibra.

A prescidere, che personalmente non sia d’accordo con chi paventa la “sola posa di fibra” (ancoraggio storico all’HW) ma concorde nell’opportunita’ della disponibilita’ di maggiore banda trasmissiva dell’utente, segnalo due link quali spunto di riflessione. Che per sintesi sono esaustivi del rispondere ai presupposti delle ragioni di performance (primo link = maggiore uso o saturazione della conessione mobile) strettamente legate alla potenziale crescita economia che deriverebbe all’azienda italia (secondo link = rapporto sul pil).

Giustificando cosi l’attenzione da porsi ed evidenziando il disinsiteresse pervasivo o l’arrettratezza ed ottusita’ ad interventi d’investimento, che operatori (spesso schiavi anche delle scelte di governo) dovrebbero meglio soddisfare:

http://daily.wired.it/blog/banda_stretta/banda-larga-mobile-germania-e-stati-uniti-ci-hanno-superato.html

http://www.marketingreloaded.com/index.php/12/giuliano-noci-parla-di-banda-larga-al-tg1/

Per una riflessione piu esplicita’, rivendicare la posa di fibra per l’ultimo miglio, in un territorio come quello italiano e con vincoli di una scelta sepre e solo legata a soluzioni hardware e’ un assurdo. Al pari del pretendere di risolvere con le chiavette tutto il problema (la resa della velocita’ della trasmissione dati dai cellulari sta scadendo nei centri urbani) evidenza la necessita’ di un protocollo trasmissivo piu’ potente (il long term evolution) per la connessione prossimale all’utente.

Per cui collegare in fibra la rete dei “punti di erogazione” va benissimo (non all’utente finale, forse va bene ai grattaceli o grandi agglomerati di appartamenti in casermoni)
Punti di erogazione che poi colleghino l’utente via etere (in Lte) per la prossimita’ della propria abitazione va benissimo.

Senza dover scavare fino al tombino di ogni casa (dove spesso sta una vecchietta) per portarla anche a chi non l’utilizzi (ne abbiamo esempio storico a Brescia e Padova con il progetto “Socrate” , che porta un cavo, ormai di vecchia tecnologia inutilizzabile, a casa di ogni cittadino che non e’ servito a nulla)

GLI INTERMEDIARI NON SONO RESPONSABILI !

http://www.guidoscorza.it/?p=1441

il nostro Paese ha tacitamente abrogato il principio della non responsabilità degli intermediari e, soprrattutto, quello dell’assenza di un obbligo generale di sorveglianza di questi ultimi in relazione ai contenuti pubblicati dagli utenti.

Si moltiplicano, infatti, le circostanze nelle quali i Giudici ignorano il principio sancito nella disciplina europea sul commercio elettronico e recepito in Italia attraverso la normativa di attuazione e configurano – o minacciano di configurare – resposabilità degli intermediari per i contenuti pubblicati dagli utenti.

Un bel post di Gianluca Dettori di qualche giorno fa mi ha fatto scoprire l’inquietante vicenda di Bakeca.it che, sebbene ormai risalente di qualche mese, è, sfortunatamente passata in sordina, giustificando il titolo del post di Gianluca: “Censura su Internet: in Italia è tutto normale”.

La storia è tanto semplice quanto preoccupante: Bakeca.it è la più grande realtà (tutta) italiana di web annunci con 4,5 milioni di visitatori unici al mese ed oltre 11 milioni di visite. Bakeca dispone – o meglio disponeva – di una sezione degli annunci dedicata – esattamente come accade da sempre sui principali quotidiani italiani – agli incontri. Inesorabilmente alcuni di tali annunci avevano per oggetto offerte di escort o comunque sottintenvano l’offerta di prestazioni sessuali. La Procura della Repubblica di Trieste, tuttavia, nell’ambito dell’incheista Sex.com da essa condotta, nell’ottobre scorso ha disposto il sequestro dell’intera piattaforma di annunci, sequestro poi revocato ma previa dolorosa decisione dei gestori del sito di privare la Bakeca della sezione “Incontri”.

La semplice idea che si possa pensare – e “minacciare” – di configurare una responsabilità del gestore di una bacheca elettronica per la pubblicazione di un annuncio a sfondo sessuale è semplicemente inacettabile e contrasta con i più elementari principi di diritto oltre che, ovviamente, con la vigente disciplina sul commercio elettronico.

Negli USA, i Giudici, hanno da tempo chiarito che CRAIGLIST non è responsabile neppure degli annunci pubblicati in una sezione non già intitolata “INCONTRI” come quella, ora chiusa, di Bakeca ma, in modo ben più allusivo, “EROTIC”.

Questa è la differenza tra un Paese in cui ben ci si ricorda che la libertà e la democrazia son fondate sul primo emendamento ed il nostro…

Trovo francamente scandaloso che in un Paese civile faccia più notizia la creazione su Facebook di un gruppo nel quale si esprimono valutazioni – sebbene con toni e modi forti ed inappropriati – su un episodio di attualità che ha riguardato il Premier che la chiusura, da parte dell’Autorità Giudiziaria, di uno spazio libero di pubblicazione di contenuti.

Se c’è un vuoto normativo da colmare – e francamente non credo vi sia perché sarebbe sufficiente applicare in modo puntuale le leggi esistenti dopo esssersi sforzati di comprendere le dinamiche della Rete – tale esigenza dovrebbe essere avvertita con maggior urgenza quando si consumano episodi come quello che ha “tagliato” la Bakeca e impedito a milioni di cittadini di pubblicare un proprio annuncio, piuttosto che quando – complice un clima politico esasperato dai suoi stessi protagonisti – un nugolo di fanatici ed imbecilli decide di scendere sulla piazza virtuale ad istigare altri a porre in essere gesti folli e deprecabili.

Ma il titolo di questo post e la gravità della situazione che stiamo vivendo in modo più o meno consapevole sono dettati dalla scoperta di un’ulteriore decisione altrettanto preoccupante ed inquietante già segnalata, nei giorni scorsi, da Daniele su Penale.it.

In questo caso il direttore del sito fiorentina.it è stato ritenuto responsabile di diffamazione per i contenuti di taluni commenti – e non già di un articolo – pubblicati dai lettori sul proprio sito che, per sua sfortuna, è, peraltro, una testata telematica regolarmente registrata.

Secondo i giudici, il direttore, avrebbe dovuto vigilare anche sui commenti postati dagli utenti e, non avendolo fatto, dovrebbe risponderne esattamente come se si fosse trattato di un articolo scritto da uno dei suoi giornalisti.

Ancora una volta non ci siamo.

Mettere a disposizione di terzi uno spazio su internet pe rla pubblicazione di un contenuto non può voler dire assumersi la responsabilità di tutto ciò che i terzi pubblicheranno né ritrovarsi obbligati a dover esercitare un controllo su tali contenuti stringente esattamente come se si trattasse dei propri contenuti.

E’ uno scenario che si pone in rotta di collisione con la disciplina europea della materia e che, in ogni caso, non è auspicabile se si vuole cogliere la straordinaria occasione offerta dalla Rete: offrire a chiunque la possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero salvo, ovviamente, esser chiamato a rispondere di eventuali abusi proprio come è scritto sin dal 1789 nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino.

L’INTERMEDIARIO NON E’ RESPONSABILE. Occorre trovare un modo per ristabilire, anche nel nostro Paese, tale principio essenziale ed indispensabile alla sostenibilità del modello di Rete che tutti conosciamo.

Twitter e Facebook: come influenzano comportamenti online e nel mondo fisico

Interessante articolo preso da http://www.clubdeimediasociali.it/2009/11/twitter-e-facebook-come-influenzano-comportamenti-online-e-nel-mondo-fisico/ che sotto riporto :

Quanto Twitter influenza le scelte del pubblico? Una ricerca condotta da Performics e ROI Research ha analizzato il comportamento online di 3.000 persone iscritte al sito di microblogging: la metà dei partecipanti allo studio si è informata su un brand attraverso un motore di ricerca in seguito ai consigli di una persona seguita su Twitter (via Brian Solis). Il passaparola online, insomma, ha aspetti simili ai consigli offerti da amici e colleghi. A muoverli è il desiderio di capire qualcosa in più. Il 44% delle persone ascoltate, inoltre, ha dichiarato di aver condiviso informazioni su un marchio all’interno della propria rete sociale online.
Ma come sono usati i social network in Italia? Di recente il Censis ha pubblicato una ricerca sul loro utilizzo: Messenger, Facebook e Twitter sono i più utilizzati per scambiarsi pettegolezzi. Perché le persone si iscrivono su Facebook? Conservare i contatti con gli amici resta il principale motivo per entrare nella rete sociale online fondata da Mark Zuckerberg: lo hanno indicato il 78% delle persone. Al secondo posto, ritrovare ex compagni di scuola e colleghi (57%). La maggior parte degli iscritti preferisce accedere al sito nelle ore serali (68%).
Cosa fanno le persone su Facebook? Leggono i messaggi nelle bacheche degli amici (41,2%), inviano comunicazioni personali (40,5%), chattano con le altre persone in linea (35,7%). Dato molto significativo: il 10% degli intervistati ha preso parte a eventi che ha scoperto attraverso Facebook, dagli spettacoli alle manifestazioni politiche.
Una recente conferenza ha esplorato le prospettive dei social media nei prossimi anni, cercando di comprendere quali tendenze possono emergere dalla convergenza delle attività sui social network, microblog e blog. Webmetrics Guru, per esempio, ricorda le previsioni di Forrester Research: l’ “Era del social context” inizierà l’anno prossimo per raggiungere la maturità nel 2012. Il mondo dei media sociali sarà integrato con l’analisi del comportamento degli utenti in rete: sistemi di web analytics, crm (customer relationship management), search query data. A cambiare sarà anche il vocabolario con l’arrivo di parole nuove per il dizionario.
Per capire un mondo in rapida evoluzione, infatti, è necessario analizzare le dinamiche anche con un lessico diverso. Jason Falls di Social media explorer propone di considerare quattro aree per una social media strategy di successo: brand intelligence, consumer insights, community behaviour, tools&platforms. La brand intelligence è la capacità di raccogliere e valutare informazioni su un marchio disponibili pubblicamente. L’espressione consumer insights è definita da Jason Falls come “la combinazione di audience research, creazione di profili e vari grafici”. L’aspetto più legato allo sviluppo dei social media è l’osservazione dei community behaviour: come le persone condividono informazioni online e comunicano su internet.

Presenza in Smau

E stata dura ma si e’ rivelata anche quest’anno vincente la presenza allo SMAU con un nostro Stand.

Ha portato circa 100 contatti utili e produttivi per i singoli brand aziendali e piu’ di 500 da sviluppare e tenere contattati. A cui segnalare periodicamente le nostre nuove soluzioni oltre a quelle esistenti:

ancara.net, comprapec.it, clicksoft.it, eudom.eu, faxtomail.it, formail.it, gespec.it, guidapec.it, hostingcenter.it, mail2nd.it, quasigratis.it, REGdom.it, registrailtuomarchio.it, sendfax.it, servrent.it, viruspam.it, webftp.it, WEBtoSMS.it

in Facebook http://www.facebook.com/pages/Brescia-Italy/Servizi-Internet/103941565082

Per chi non ha avuto modo di vivere quei giorni i Pisa tutti gli interventi filmati

Mitica la nota di Rodota’ della ragazza minorenne nera del ghetto americano a cui garantire l’anonimato per poter non essere emargina in un mondo che credere di ascolare un ragazzo bianco del piu’ illustre istituto scolastico inglese.

http://www.igf-italia.it/index.php/igf-italia09/documentazione-igf09