La differenza tra dire e fare #verybello #stocaz2o

Per sviluppare il territorio dalle sue eccellenze, generando imprese ed occupazione, bisogna tirarsi su le maniche e darsi da fare. Coinvolgere attori in relazioni, che generano opportunità e lavoro, anche usando il digitale. Inefficace cercare soluzioni effimere nei “portali”, dove non si sà se si parta (per dove) o si arrivi da qualche parte.

Il compito del governo centrale o locale e territoriale, sembra continui a confermare il dar spazio ad azioni di marketing nel digitale (e non solo), con il dubbio che l’ignoranza continui ad essere lo spendere per soddisfare, senza reale beneficio immediato (resa) o futuro (d’investimento) al popolo contribuente, che lo consente con le proprie tasse pagate, il cui fine resti il consenso nella sola arroganza dell’autoreferenzialità.

http://mgpf.it/2015/01/25/verybello-le-mie-considerazioni-tecniche.html
http://mgpf.it/2015/01/25/verybello-le-mie-considerazioni-tecniche.html

Recente l’esempio rappresentato dal portale verybello.it . Una grafica e funzionalità dubbia (di cui alle note tecniche) sembra essere frutto della più leggera analisi nel costruire progetti di comunicazione.
Affidandosi ad “esperti consulenti di comunicazione e grafica digitale” forse da tempo fermi su schemi che del coinvolgimento e partecipazione (web 2.0) non hanno conoscenza.
Eleggendolo (con la registrazione del dominio, effettuato a nome degli stessi o riferendosi a utenti stranieri senza lingue aggiuntive, che ingrosseranno i soli 13 Ke già spesi) tra le peggiori storie della rete italiana (ricordiamo italia.it costato 40 Mke): frutto d’esperti e committenti reciprocamente a caccia di cassetto e visibilità, con progetti inutili e da incompetenti, che molti chiamano “portali”, degni di una borsa di studio in Internet dell’anno 2000.

Conferma dell’inutilità di un portali a se stanti nel turismo , lo spunto nel mondo reale già oggetto di un post , e’ evidente dall’analisi d’interesse sulla domanda già esistente, dove si può agire positivamente per costruire percorsi estesi a tutte le attrazioni, naturali e artistiche Italiani.

https://www.facebook.com/raimondo.bruschi/posts/10206317587678668

Per inciso: Dalla analisi infografica della foto allegata, si può dedurre che solo nel momento in cui si vende Sirmione o Venezia , i quali godono di maggiore visibilità e redditività sul turista straniero, si può abbinare la proposta di una visita a Pompei, che come analizzato non sta proporzionalmente nelle prerogative di scelta.
Opportunità che si può cogliere là dove accade, sul pc a casa del turista al banco dell’agenzia, ovunque si colga il sogno di un vacanza in Italia per Expo2015.
Dove, e mentre, si vende la panna montata “a forte domanda” si può cercare di associare il “pane”, per pur buono che sia, in proposte sinergiche d’esplicito bundle o indotto,  che se degustato con tecniche indotte potrà divenire cibo quotidiano. Prendere il cliente là dove compra non in una vetrina da presentare tra tante, che è la definizione edotta di un “portale a se stante” nell’accezione del caso.

Tradotto: Non si può sperare di vincere, sperando che il “nostro turista” digitando nel motore di ricerca, a casa sua in NewYork o Cina, sul suo PC “Expo2015” arrivi al “nostro portale” che valorizza la zona, i valori o prodotti gastronomici, ci trovi e preferisca come meta alla cara Sirmione o Venezia, ricordata nelle gondole sulla TV della vicina, cimelio del viaggio che fece in Italia.

E’ possibile ottenere risultati utilizzando il digitale come punto di partenza o di supporto, ma con sforzi e presupporti diversi, conoscendo la rete e i suoi meccanismi, che come per tutti i canali di vendita e promozione deve ragionare e soddisfare la condivisione d’interesse di molteplici attori, dando ad ognuno il proprio carico di sforzo e impegno di promozione, per ottenere una sinfonia di successo, che può avere o trovare da un sito web (o portale) il volano per partire o arrivare. 

Per non solo criticare chi fa, ma a testimonianza di come si possa fare :Concretamente realizzato da qualcuno che la rete la conosce
https://www.eccellenzeindigitale.it
– trovano spazio le testimonianze filmate, già sinonimo di tradurre investimenti in lavoro e creazione di nuovi patrimoni digitali da utilizzare e diffondere :
https://www.eccellenzeindigitale.it/storiedisuccesso
– formazione e opportunità di nuova occupazione e presidio del territorio con una rete d’esperti geolocalizzati e di tutto l’indotto che creino :
– Convoglimento di enti locali come le Camere di Commercio, regionali e centrali come Unioncamere e Mise, in un esperienza che scala e uniforma, oltre che amplificare :
https://www.eccellenzeindigitale.it/supportosulterritorio
– Che promuove l’export https://www.eccellenzeindigitale.it/export e le valutazioni interattive e specifiche :
– Soddisfando la sostenibilità economica e di diffusione del mezzo propria :
https://www.eccellenzeindigitale.it/ilmiopiano#/start1
ecc.. il sito “eccellezzenzeindigitale” è citato solo per farne un’esempio concreto
Seminare è un attività da sostenere, ma gettare il seme al vento sperando che trovi terreni fertili, è un peccato descritto anche nelle sacre scritture.

Alcune opinioni in rete : 

Matteo Giovanni Paolo Flora  in un’ analisi tecnica
Un suggerimento di Riccardo Luna il Digital Champions Italiano
Un post di Raimondo Bruschi.

I Social Network non servono a nulla

Bresciaoggi.it, lunedì 25 Febbraio 2013
INTERNET, pagina 7

Tom Tom sfidato da Waze a lezione dai competitor

I social non servono a nulla !

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Nell´era dei social network anche le quote di mercato apparentemente più sicure possono essere scardinate in poco tempo. Tutti conosciamo Tom Tom, il navigatore Gps per eccellenza che nelle automobili moderne per poche centinaia di euro garantisce di non perdersi nelle città e nelle strade sconosciute. Anche grazie al successo e predominio di mercato, tutti chiamiamo TomTom un qualsiasi navigatore per auto.

i social non servono a nulla
i social non servono a nulla

WAZE è un´applicazione per smartphone, gratuita, che oltre a offrire delle mappe precise delle località ha aggiunto il controllo della velocità di chi sta navigando per offrire informazioni sul traffico. Atteggiamento del tutto diverso da Tom Tom che raccoglie i dati dalle fonti ufficiali per sapere quando in una strada sono previsti disagi: Waze si accorge che gli automobilisti che precedono hanno rallentato e avvisa. Per capire se il rallentamento è dovuto al traffico chiede agli automobilisti come mai hanno rallentato, e regala punti a chi risponde. Immediatamente, poi, propone all´automobilista un percorso alternativo. La gratuità del software ha permesso di raggiungere un numero consistente di utenti (30 milioni lo scorso novembre) secondo un modello ormai abbastanza diffuso, crescere enormemente nei numeri per poter poi lanciare attività a pagamento.

IL SEGRETO del successo di Waze è l´interazione creata con i singoli automobilisti, trasformandoli da consumatori a produttori di informazioni, creando nuovi spazi collaborativi. Non sarebbe la prima volta che un colosso non riconosce un´evoluzione del mercato in atto e decide di trascurare la novità, come Nokia leader di mercato nei telefoni cellulari nell´era pre smartphone o della Kodak che continuava a stampare rullini nell´era del digitale.

Considerare i social network come un aspetto ludico e non nell’accezzione del web 2.0 capace di creare valore aggiunto è un errore che nessuna impresa può permettersi 

Il sottile confine, tra pensare e realizzare un’azienda

Bresciaoggi.it, lunedì 22 ottobre 2012
INTERNET, pagina 60

Sistemi chiusi: problemi o risorse per le aziende?
copia pubblicata in sezione/articoli continuativi

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

L’Italia si sta riempiendo di giovani e meno giovani alle prese con la loro idea di impresa innovativa.

A Brescia una serie di soggetti diversi si stanno muovendo per dare spazio, respiro, visibilità e formazione a chi sta provando l’affascinante percorso di fondare la sua azienda. Le università sono piene di giovani che si presentano a eventi come Startup Weekend, con entusiasmo e voglia di fare. Negli eventi dedicati alle startup c’è sempre la distinzione basilare tra coloro che arrivano per presentare solo un’idea, e coloro invece che hanno già compiuto i primi passi, come la realizzazione di un prototipo nel caso di prodotti fisici o di una versione beta test nel caso di software/applicazioni per cellulari.

Il sottile confine, tra pensare e realizzare un´azienda
Exit o Impresa ?

Startup weekend è un evento di quelli dedicati esplicitamente a chi ha solo un’idea, solitamente innovativa; molto spesso nel settore internet o mobile anche se non è necessario. Chi presenta la sua idea è una persona che non deve per forza avere le competenze per realizzarla. Anzi, gli eventi per le Startup servono proprio per trovare «i pezzi mancanti» che abbiano le capacità che mancano al fondatore-ideatore.

A chi ha solo un’idea in testa, possiamo dare un consiglio di poche parole: «Brevettala!».

Per ottenerlo non occorre disporre di un prototipo, ma solo sapere come l’oggetto o il sistema deve essere realizzato ed essere in grado di descriverlo. Le caratteristiche devono essere novità e originalità, oltre alla possibilità di diventare un prodotto industriale (quindi non artigianale) e legale. La procedura burocratica potrebbe sembrare complessa, eppure è un’ottima strada per non solo per difendersi ma anche per guadagnare dalle proprie idee. Un brevetto può aiutare a sentirsi liberi di diffondere le proprie idee senza il timore di vederle scopiazzate senza avere alcun profitto.

La premessa di Startup weekend è quella di passare al gradino successivo: gli innovatori sono coloro che oltre ad avere buone idee, riescono anche a realizzarle. Chi non sa come realizzare la propria idea, ha bisogno di qualcuno che faccia parte della sua squadra, un socio nella sua nuova impresa. Spesso sono le persone di cui si circonda l’innovatore a rendere possibile la riuscita della propria Startup. Non basta una visione, serve il lavoro.
Andare a presentare le proprie a eventi per startupper serve proprio a trovare quegli elementi che ancora mancano. Si parte dall’idea, si costruisce la squadra, si comunica. In queste occasioni si dice chiaramente: «Voglio raggiungere questo obbiettivo, e per farlo ho bisogno di…». Al posto dei punti possono esserci competenze, oppure i soldi necessari per l’avvio. Oppure una struttura, un advisor, qualcuno di esperto che possa aiutare la Startup a diventare davvero un’azienda.

Non necessariamente ci si deve proporre a potenziali investitori che prendano una quota importante della società in cambio dei soldi necessari per l’avvio e pagare le prime spese. Una soluzione potrebbe essere quella di rivolgersi a un’azienda già esistente e iniziare una collaborazione. Il tasso mortalità delle nuove imprese, purtroppo, è altissimo. Gli errori sono comuni: inesperienza, lancio di un prodotto senza aver analizzato il mercato e i potenziali clienti, i primi soldi che se ne vanno per costituire la società e le questioni burocratiche amministrative, le banche che non concedono credito o lo fanno a tassi impossibili per una nuova impresa.

Le Startup nascono ma facilmente anche muoiono e quelle che arrivano agli onori della cronaca in positivo sono una minoranza. Appoggiarsi a un’impresa esistente, farsi “adottare” come abbiamo raccontato nel libro “adotta una Startup” disponibile gratis su internet, è una soluzione che cerca di aggirare gli ostacoli iniziali con l’aiuto di chi ce l’ha già fatta e ha molto da insegnare.

Nomina nel Panel di Esperti per Brescia Smart City

Brescia, 11 ottobre 2012

Ai componenti del

Panel di Esperti Brescia Smart City


Raimondo Bruschi

Egregi Signori,

è con viva soddisfazione che registro il Vostro interesse alle iniziative che il Comune di Brescia, all’interno dei progetti in attivazione per la realizzazione di Brescia Smart City, sta avviando sul territorio.

Nel solco di questo progetto si rende necessario convocare per venerdì 26 ottobre p.v. alle ore 17.30 presso la Sala Giunta di Palazzo Loggia, una prima riunione plenaria del Panel di Esperti che analizzerà le Idee Progettuali di Innovazione Sociale per una pre-analisi critica in vista della presentazione degli stessi al Ministero nell’ambito delle iniziative di sostegno alla nuova impresa giovane attivate dal MIUR con il bando dello scorso 5 luglio.

Il ruolo onorifico che siete chiamati a ricoprire assomma in sé valori che la nostra Smart City vuole promuovere con decisione, quali il sostegno concreto della creatività imprenditoriale, il patto generazionale d’impresa, la trasmissione dei saperi e la valorizzazione di un sistema virtuoso che sul nostro territorio possa trovare massima e completa spinta propulsiva per una crescita ispirata a principi di sostenibilità, benessere, partecipazione.

Nel ringraziare tutti quanti per la gradita adesione, l’occasione mi è propizia per salutarvi con vivissima stima.

Adriano Paroli