#swcagliari startup weekend cagliari

#swcagliari Vivere StartUp WeekEnd Cagliari in OpenCampus di Tiscali

Idee e Gruppi, in contribuiti ed interviste, pitch finali, di  StartUp WeekEnd Cagliari in OpenCampus di Tiscali

I partecipanti che Venerdì sera hanno prestato in un minuto la propria idea (in ordine di presentazione):

Errands – Federico Caboni
Milano Rora – Carlo Oppo
Paypark – Francesco Facchinetti
CarWork – Armando Zanotti
Etic_etta – Fedrica Capoccia
I Raccomandati – Simona Durso
KeepinT – Mario Fanari
Tel-Employment – Antonio Ciotola
Start It Up – Alberto Dequino
Gif Roulette – Gianluca Vinci
Roomalia – Stefano Manca
I taxi – Mirco Doriano
Quinoa – Simone Kalb
Glamy – Cinzia Carta
Prestiamoci – Alessia Missiaglia
YourSamdals – Claudia Copersito
Sardogustando – Giuseppe Mostallino
Chrono Benessere – Monica Mameli
Arrivo – Simone Demelas
Paninò – Roberto Serra
Shout – Stefano Carboni
Guide Me Right – Luca Sini
Virtual Trainer – Fabrizio Mulas
Easy Beach – Ubaldo Aresu
Geo Contact – Giambattista Mameli
Riabilitati – Stefania Caboni
Jovia – Michele Loi e Irene Comiti
Topeek – Matteo Sulis
Spittea – Marco Dessì
Art U – Maria Elena Lai
Happy Travel – Valentina Sulas e Sergio Donati
Sardu – Davide Costa
AoB – Davide Melis e Giuseppe Broccia
UpperBill – Marco Pegolo
Stywer – Davide Sabatelli e Federico Figus
Auction Job – Igor Martis
I was here – Marco Marras
Play! – Andrea Cau
Italia Shopping – Giacomo Festa
Misurami – Carolina Ozan
Turbostudy – Giovanni Di Grezia

Sulla base delle preferenze ricevute i gruppi creatisi il venerdi sera:

Primo Classificato e Premio Mint the Bridge
Guide Me Right
 - Luca Sini – Idea : Incontro turista e ciceroni locali 
Foto gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454813232346
Intervista http://youtu.be/EavKfYg6QE8
Pitch finale : http://youtu.be/IF_KZuNeoXg

Secondo Classificato e Premio IED
Glamy
 -
Cinzia Carta – Idea: Incontro domanda offerta servizi estetici
Foto Gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454813792360
intervista http://youtu.be/mcMqcdKEgyQ
pitch finale : http://youtu.be/fPFPJ59ngKA

Terzo Classificato exequo
Roomalia
 
- Stefano Manca – Idea: Reverse MarketPlace d’Affitti
Foto Gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454813872362
Intervista  http://youtu.be/cwzc8_GNV3o
Pitch Finale : http://youtu.be/NzEuox9Y4-E

Terzo Classificato exequo
Virtual Trainer - Fabrizio Mulas – Idea: E.Commerce professionisti fitness
Foto Gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454815072392
intervista http://youtu.be/00tr-GaeJCk
Pitch finale : http://youtu.be/K7_GonqQ-kY

Premio Sardegna 2.0
AoB
 - Davide Melis e Giuseppe Broccia – Idea: Fornire risposte immediate alla vita quotidiana
Foto gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454813112343
Intervista http://youtu.be/uOiUsELwfkU
Pitch finale: http://youtu.be/HWPKo7Q9Fw8

Premio Attenzione al Sociale
Etic_etta
 
- Fedrica Capoccia – Idea: Tracciablità di filiera
Foto Gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454814952389
intervista http://youtu.be/6tNgOa-O314
Pitch finale : http://youtu.be/RaEK2O2MTgc

Paypark – Francesco Facchinetti – Idea: Gestore Parcheggi
Foto Gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454813112343
intervista http://youtu.be/9q448YCjDKw
Pitch finale: http://youtu.be/_J0ojeIQtr4

I Raccomandati – Simona Durso – Idea: Connessione domanda offerta Tirocinio e Stage
Foto gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454813272347
Intervista http://youtu.be/tJqzT8bZ_FA
Pitch finale: http://youtu.be/aOWWEdoM_0I

Paninò – Roberto Serra – Idea: Distribuzione Fastfood
Foto Gruppo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201454813912363
Intervista http://youtu.be/l30zKTxRMWo
Pitch finale : http://youtu.be/lxK2yHSqkLM

Idee che pur avendo ricevuto approvazione non sono riuscite a creare un gruppo:

Misurami – Carolina Ozan
Errands – Federico Caboni

Le foto dei 9 gruppi: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10201454812632331.1073741827.1235949291

Play List delle interviste ai gruppi durante il Week End
http://www.youtube.com/playlist?list=PLO02SDHFgn3j3TuM54v2OsjFazaNxldqU
Play List di tutte le presentazioni finali http://www.youtube.com/playlist?list=PLO02SDHFgn3gW9x680PwMeLUfNGHIUbRA

Articoli e contributi della redazione di Tiscali: http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/13/05/12/startup_weekend_finale.html?economia

StartUp WeekEnd Venezia

54 HOURS NO STOP

StartUp WeekEnd Venice 2013 Http://venice.startupweekend.org/ #swvenice #startup #venice #startupweekend #week #54 #hours into H-FARM Ventures

Le 12 idee che Domenica 21/04 pomeriggio hanno sviluppato in un pitch (presentazione) il progetto, alla giuria di StartUp Week in H-FARM #swvenice :

PRIMO CLASSIFICATO:
HOME BREW – David Santucci
App per insegnare a fare birra fatta in casa
Intervista: http://youtu.be/6XKvno0AYHo
Ptich finale: http://youtu.be/aBm5OUzTNps

SECONDO CLASSIFICATO:
SOCIALPLAYTV (ex SOCIALTV) – Ianni Marinozzi
Iterazione televisiva con proprio cellulare
Intervista: http://youtu.be/VRbh3xRj6KE
Pitch finale: http://youtu.be/_oIJO7S-QKk

TERZO CLASSIFICATO:
TRACK CARE (exABOUT HEALT) - Walter Franchetti e Jegor Levkovskiy
Device elettromedicale collegato per storico
Intervista: http://youtu.be/9xwH05CY0YY
Pitch finale: http://youtu.be/Bbwv6W6LYu0

Tutte le 12 presentazioni frutto di 64 ore di lavoro in 12 gruppi per oltre un centinaio di giovani in H-farm nel weekend tra 19 e 21 Aprile:

a seguire tutte gli altri grupppi non classificati:

STARTUP BOX – Giulio Grillanda
La scatola che segna gli eventi
Intervista: http://youtu.be/kkWY4KRrjm4
Pitch finale: http://youtu.be/bFZEsczZGlk

MUSICGROW.me (exDIDGERIDYOU) – Federico Bazzo
Mettere in contatto insegnanti e allievi di musica
Intervista: http://youtu.be/Ogf-MrlOMVc
Pitch finale: http://youtu.be/AEFKuy_Pyfc

LINKPEDIA – Daniele Nadalin
Gestore di preferiti con catalogazione di pagine
Intervista: http://youtu.be/tb9-9xblpss
Pitch finale: http://youtu.be/hW3o0vdYtec

COVERCLIP – Riccardo Galli
Gestione risorse umane innovativo
Intervista: http://youtu.be/-_XVBRqRpXw
Pitch finale: http://youtu.be/IfgwdlHTa3A

SOCIAL BODY – Gaia Orsini
Social network sul fitness
Intervista: http://youtu.be/e_q7yDIK5UI
Pitch finale: http://youtu.be/QxgweQFG2a8

INSTANT GAMES (ex SMACCHIAILGIAGUARO) – Luca D’angelo
Piattaforma per giochi basati su tematiche correnti
Intervista: http://youtu.be/PlfQpRagwOk
Pitch finale: http://youtu.be/LGY6aPR3thA

EASY AROUND – Dena Dai
Assistente automatico di viaggi
Intervista: http://youtu.be/CPGoP12emMQ
Pitch finale: http://youtu.be/oQH_JTqVzno

CRITICALMASS – Fabio Saccon
Promotore e acceleratore per ottenere massa critica di utenti
Intervista: http://youtu.be/0rmp2dgtKHM
Pitch finale: http://youtu.be/zyDDLjJWPNQ

FANCARDS – Antonella Sinigaglia
Un applicazione per gestire collezioni carte da gioco e figurine Intervista:
Intervista: http://youtu.be/7A4gAOrWssA
Pitch finale: http://youtu.be/U_l-qYCTLNc

PEOPLE BUBBLE – informazioni turistiche (ritirato)

Tutte le 12 interviste ai gruppi nelle 54 ore di lavoro nel WeekEnd :

L’elenco idee che si erano presentate al primo giudizio dei partecipanti la sera del Venerdi 19/04/2013 a StartUp Week in H-FARM:

FACCIAMOLECOSE – raccoglie e propone nuove idee di startup
MOTORAPP – applicazione per motociclisti
HOME BREW – app per insegnare a fare birra fatta in casa
SPARRING – allenamento lingue straniere
MATCH YOUR DREAM – scannerizzando qrcode trovare alternative
GREENPANDA – palinsesti che si generano sulla base utenze
PEOPLE BUBBLE – informazioni turistiche
STARTUP BOX – scatola che notifica eventi
RECORDING TURBO SOCIAL – comunità per diventare professionisti dell’audio
UNIVERSAMI – social di contatto e raccolta percorso scolastico
ONE LIFE – strumento per raccontare eventi
SALE ON THE AIR censisce pagamenti
TI GARBA – network dell’artigianato
FIND TO RIDE – previsualizzazione location sportive
FLAT RATING – advisor affitti
INSTANT EVENT – censitore di eventi
HOOP – organizzatore e promotore di eventi
DIDGERIDION – mettere in contatto insegnanti e allievi di musica
LINKPEDIA – gestore di preferiti con catalogazione di pagine web
I MIEIVINI.com – archivio condivisibile informativo vini via qrcode
COVERCLIP – archivio di iniziative e talenti
COMMENTY – commenti ad oggetti reali via qrcode
4VINI – archivio di vini
BBEATsensibilizzazione all’alimentazione umana
SOCIAL BODY – social network sul fitness
GENIUM marketplace domanda e offerta di qualsiasi necessita
LEGALPAD – gestione delle trattative contrattuali digitalmente
SMACCHIAILGIAGUARO – piattaforma per giochi basati su problematiche correnti
SOCIALTV – foursquare della televisone
EASY AROUND – sistema informativo itinerari ed eventi
BOOKMAP – social network di censimento librerie
CRITIALMASS – promotore di startup per accelerare l’ottenimento massa critica
WHATNEWS – app per aggregare notizie locali
ABOUT HEALT – device elettromedicale collegato per storico
ONEMONTHOFSEX – forniture periodiche mensili di stimoli o gadget sessuali
FUNCARDS – catalogatore ed archivi di carte da collezione o gioco possedute
MARKER TIME – aggiunge info a foto e filmati
APPLET – appstore alternativo
TRIBU – ricerca e organizzazione di vacanze e viaggi
MOBITRANK – certificatore transazione
MERCATISENZABUCHI – gestore di posteggi dei mercati ambulanti
FAMILAREA – servizi alla famiglia
HOWIS misurazione delle presenze

StartUp WeekEnd Torino 2013

Appunti del WeekEnd a Torino, interviste ai Team

Le idee di Startup vincitori a WeekEnd a Torino 2013 #swtorino sono state:

Primo Classificato: Materest http://youtu.be/bOyxWhcUEAk
Secondo Classificato: Sharespace http://youtu.be/nsugt_dqY18
Terzo Classificato: Bubble Events http://youtu.be/YJ0z32YfT6UPremi speciali:

Microsoft: Analyzee http://youtu.be/O3XDn44mGCk
Ist. sup. Mario Boella: Welcoco http://youtu.be/NYnP4KX9gDc
Mind the bridge: Bubble Events http://youtu.be/YJ0z32YfT6U
IED: Materest http://youtu.be/bOyxWhcUEAk
99Design : Materest http://youtu.be/bOyxWhcUEAk

La play list completa dei pitch finali Startup Weekend Torino 2013 (in creazione):

http://www.youtube.com/playlist?list=PLCAnD__TtOT67nYlf5JTucPy_LwfX2fXS

(la versione in bassa definizione presenta in alcuni filamati problemi di audio è disponibile la versione integrale ad altra definizione (non rifinita nei dettagli descrittivi) ma funzionante:

http://www.youtube.com/playlist?list=PLCAnD__TtOT62xFxl5BlXt9vpLg8YYpeu

Video presentazione ufficiale delle 13 idee di StartUp:
http://www.youtube.com/watch?v=YSrABO-YWF0
registrate in attesa del pitch finale della Domenica pomeriggio

Per vivere la Startup Weekend Torino 2013 alcuni momenti in foto: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.517529681621436.1073741828.237479089626498&t

Pitch finali (in bassa q.ta con alcuni problemi di audio), interviste nelle stanze durante i due giorni di lavoro, link social e sito web, per ogni singola idea presentata:

Rigirotondo (exTriciclo) – Simonetta Piccinelli e Antonio di Bacco 
riutilizzo di abbigliamento infantile
Intervista al gruppo: http://youtu.be/2_2rmC-FOlo
Pitch finale: http://youtu.be/53xGWV9LN_A

Materest (exStartup house) - Simone Borgnese 
cercare locazione ed eventi in base agli interessi
Intervista al gruppo: http://youtu.be/j86ts47GjYo
Pitch finale: http://youtu.be/bOyxWhcUEAk

Analyzee – Simone Bruni 
cruscotto aziendale imprenditore inserisce dati bilancio che generano indici
Intervista al gruppo: http://youtu.be/xl_zzHmGZx8
Pitch finale: http://youtu.be/O3XDn44mGCk

Travel Linking – Valentina Morigi 
mette in contatto viaggiatori per ottimizzare esigenze condivisibili
Intervista al gruppo: http://youtu.be/UwHotFO3UQE
Pitch finale: http://youtu.be/EhjmBJhaToY

Social Ambassador – Davide de Torino
tramite gruppi utenti viralizzare pubblicità ricevuta a terzi. multilevel via rete
Intervista al gruppo: http://youtu.be/o8dWtQZzd-o
Pitch finale: http://youtu.be/uNbofJ1kYhQ

Bubble Events – Andrea Gaiardo 
gestione eventi che estende la presenza on line
Intervista al gruppo: http://youtu.be/X4i7RVHAlCw
Pitch finale: http://youtu.be/YJ0z32YfT6U

Micro4u – Movva Ragu 
sistema di lenti per analisi biologiche utilizzando cellulari
Intervista al gruppo: http://youtu.be/C7_Bmafr1fA
Pitch finale: http://youtu.be/Or_CiPc-P6E

InvestEed (exPartnerUp) – Francesco Nacchia 
ricerca di capitali condivisi
Intervista al gruppo: http://youtu.be/E_KDKoVGDJk
Pitch finale: http://youtu.be/CAdz0rFdKHY

Parchegg.io intervista a Alessio Maffeis 
gestione parcheggio con iterazione tra utenti
Intervista al gruppo: http://youtu.be/rCZSEColaVg
Pitch finale: http://youtu.be/70qXvkboJ-g

Welcoco – Francesco Medda 
citofono utilizzando il proprio telefono
Intervista al gruppo: http://youtu.be/33ZwIZzgQhs
Pitch finale: http://youtu.be/NYnP4KX9gDc

Shaspace (exSpace Around Me ed exSharespace) – Claudio Bedino 
condividere e trovare spazi
Intervista al gruppo: http://youtu.be/uq368SmFZtQ
Pagina facebook: http://www.facebook.com/shaspace
Pitch finale: http://youtu.be/nsugt_dqY18

OpenShelf (exBookshare) - Lorenzo Sciandra 
condivisione dei propri libri geolicalizzati
Intervista al gruppo: http://youtu.be/-sBXUdmkdCE
Pitch finale: http://youtu.be/Oxhetri7TiY

Squezy – Marco Santonocito 
preparazione ad esami di ammissione o verifiche personalizzate
Intervista al gruppo: http://youtu.be/EQed4nCkYec
Pitch finale: http://youtu.be/VTxhQS4chgo

La play list di tutte le interviste RUBATE a StartUp WeekEnd Torino 2013:

La Play list di tutti i pitch (presentazioni finali) a StartUp WeekEnd Torino 2013:

Play list di TUTTI i Pitch finali in Alta Definizione:

Due gruppi pur passato la selezione della prima sera (Venerdì) non sono riusciti a formarsi in partecipanti minimi:
Cobounce (Gruppo Sciolto)
estendere la produzione in modo democratica e locale
Social’s path (Gruppo Sciolto)
evita di incontrare persone indesiderate

Adottare giovani startuppari in azienda per fare ricerca e sviluppo

FACCIANO LE STARTUP LA RICERCA E SVILUPPO NELLE PMI

Pubblicato su http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it del 21-febbraio-2013

La Ricerca e Sviluppo nelle PMI ?
LA FACCIANO LE STARTUP !

Adottare giovani startuppari in azienda:
un modo semplice e poco costoso per portare l’innovazione nel cuore della produzione

«In un’azienda di 100 persone, non tutti coloro che ci lavorano si conoscono tra loro. In alcuni casi diventa più importante far vedere che si sta lavorando, più che lavorare davvero. Le startup sono importanti perché sono piccole. Dato che la dimensione e la complessità di un affare è pari all’incirca al quadrato delle persone coinvolte, le startup sono in una posizione unica per abbassare i costi di coordinamento e interni per riuscire a realizzare gli obbiettivi». Queste parole sono prese da Peter Thiel, co-fondatore di PayPal e investitore della Silicon Valley. Dovrebbero essere di monito per tutte le aziende del mondo. Soprattutto quando «realizzare gli obbiettivi» vuol dire lanciare un nuovo prodotto o penetrare in un nuovo mercato. Gli imprenditori che hanno realizzato la loro idea, soprattutto nelle piccole e medie imprese, sono spesso di fronte alla mancanza di entusiasmo ed energie necessarie per lanciarsi in una nuova avventura.

Come far crescere quindi l’azienda? Non tutti hanno la possibilità di aprire una sezione di ricerca e sviluppo interna. La maggior parte delle PMI italiane dispone però di strutture, spesso sottoutilizzate, che potrebbero ospitare nuove avventure imprenditoriali se prese in carico dalle mani giuste. Quali mani? Quelle di chi ha l’entusiasmo necessario, le idee e le competenze per lanciare una startup innovativa. Ci sono in questo momento molte opportunità per le imprese tradizionali, anche in settori apparentemente ipersfruttati e considerati decotti. E’ un buon momento per coniugare l’innovazione e il rinnovamento cercando nuove strade alternative nella gestione di ricerca e sviluppo, nei costi e investimenti, con lo scopo di aprire nuove brecce nei mercati di riferimento o in mercati che non erano stati presi in considerazione. Nuove occasioni per fare nuovi profitti, anche se condivisi con altri imprenditori (i cosiddetti startuppari).

Gli imprenditori abituati a essere curiosi e a dare un’occhiata in ogni opportunità di guadagno potrebbero pensare di dare a dei giovani con delle buone idee una scrivania, un telefono, un ufficio, un brand come parte del proprio core business. Farli fatturare ai clienti usando l’azienda già esistente, che ci piace chiamare «chioccia», segnando spese e ricavi. Parlando con gli startuppari, gli imprenditori possono offrire i contatti dei clienti già acquisiti e potenzialmente interessati, oltre che guidare nei contratti e nelle prime vendite. La ricerca e sviluppo fatta in questo modo (scegliendo tra le numerose startup e offrendo un’opportunità) permette di dare agli startuppari uno stipendio non appena c’è un guadagno, coprire le spese non appena c’è la possibilità, dividere i profitti quando ci saranno.

Possiamo immaginare le startup come divisione di un’azienda già esistente, destinata al lancio di un nuovo prodotto e mercato. Di fronte all’imprenditore, un altro imprenditore (solitamente più giovane) disposto a rischiare quasi tutto pur di realizzare il suo sogno. Questo è quello che proponiamo con il modello «Adotta una start-up». Azzerare i costi fissi di ricerca e sviluppo e quindi aprire al massimo le possibilità di creare nuovi prodotti e trovare nuovi sbocchi commerciali. Nelle PMI, soprattutto in quei settori di mercato che sono cambiati notevolmente per via di globalizzazione e tecnologia, potrebbe essere molto difficile trovare una strada per lanciare qualcosa di nuovo che permetta di restare competitivi. Abbandonare certezze produttive per investire nell’innovazione è spesso paragonabile a fondare una nuova azienda. Con una grossa differenza: il fallimento di una nuova azienda potrebbe avere dei costi molto minori. Un team che si lancia in una nuova impresa è spesso entusiasta della propria idea e decide di lavorarci giorno e notte, se necessario, soprattutto nella fase di avvio. Un entusiasmo che non in tutte le imprese tradizionali è facile trovare.

Raimondo Bruschi e Francesco Zambelli
autori di http://www.adottaunastartup.com

http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it/2013/21-febbraio-2013/startup-2114130051085.shtml

i social non servono a nulla

I Social Network non servono a nulla

Bresciaoggi.it, lunedì 25 Febbraio 2013
INTERNET, pagina 7

Tom Tom sfidato da Waze a lezione dai competitor

I social non servono a nulla !

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Nell´era dei social network anche le quote di mercato apparentemente più sicure possono essere scardinate in poco tempo. Tutti conosciamo Tom Tom, il navigatore Gps per eccellenza che nelle automobili moderne per poche centinaia di euro garantisce di non perdersi nelle città e nelle strade sconosciute. Anche grazie al successo e predominio di mercato, tutti chiamiamo TomTom un qualsiasi navigatore per auto.

i social non servono a nulla

i social non servono a nulla

WAZE è un´applicazione per smartphone, gratuita, che oltre a offrire delle mappe precise delle località ha aggiunto il controllo della velocità di chi sta navigando per offrire informazioni sul traffico. Atteggiamento del tutto diverso da Tom Tom che raccoglie i dati dalle fonti ufficiali per sapere quando in una strada sono previsti disagi: Waze si accorge che gli automobilisti che precedono hanno rallentato e avvisa. Per capire se il rallentamento è dovuto al traffico chiede agli automobilisti come mai hanno rallentato, e regala punti a chi risponde. Immediatamente, poi, propone all´automobilista un percorso alternativo. La gratuità del software ha permesso di raggiungere un numero consistente di utenti (30 milioni lo scorso novembre) secondo un modello ormai abbastanza diffuso, crescere enormemente nei numeri per poter poi lanciare attività a pagamento.

IL SEGRETO del successo di Waze è l´interazione creata con i singoli automobilisti, trasformandoli da consumatori a produttori di informazioni, creando nuovi spazi collaborativi. Non sarebbe la prima volta che un colosso non riconosce un´evoluzione del mercato in atto e decide di trascurare la novità, come Nokia leader di mercato nei telefoni cellulari nell´era pre smartphone o della Kodak che continuava a stampare rullini nell´era del digitale.

Considerare i social network come un aspetto ludico e non nell’accezzione del web 2.0 capace di creare valore aggiunto è un errore che nessuna impresa può permettersi 

IMPRENDITORI, SMETTIAMOLA DI LAMENTARCI E CERCHIAMO IL FUTURO DELL'ITALIA

IMPRENDITORI, SMETTIAMOLA DI LAMENTARCI E CERCHIAMO IL FUTURO DELL’ITALIA

Pubblicato su http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it del 13/Feb/2013

IMPRENDITORI, SMETTIAMOLA DI LAMENTARCI E CERCHIAMO IL FUTURO

Spritz, competition, weekend: mille occasioni per incontrare gli startuppers e imparare da loro. Gli affari si fanno in due

Il modello Silicon Valley è stato costruito nel tempo da numerosi elementi. Lo sviluppo degli ultimi trent’anni, soprattutto nel settore informatico, ha permesso in quella zona degli Stati uniti la creazione di quello che più volte è stato definito un «ecosistema» fatto di giovani alla ricerca di fortuna e di potenziali investitori all’angolo della strada. In due parole: l’innovazione passa dalla Silicon valley perché ci sono soldi in cerca di talenti e talenti in cerca di soldi.

La facilità con cui un ragazzo con una idea di impresa può entrare in contatto con un investitore può fare la differenza in molti progetti. Per questo gli startupper non fanno altro che cercare di raccontare la loro idea in tutti i palcoscenici disponibili. Pochi giorni fa a Talent Garden di Milano si è tenuta un’altra edizione dello Startup weekend, dove decine di persone si sono incontrate con l’obbiettivo di trovare le persone giuste e costruire un team per creare una nuova Startup.

Appuntamenti come questo sono una grande opportunità per gli imprenditori. Per ora sono frequentati principalmente da investitori speculativi ed esperti di settore tecnologici. Non mancano però gli imprenditori «tradizionali»: hanno imparato a seguirli e ci trovano analisi di fattibilità per raccogliere opportunità di business e nuovi mercati. L’incontro tra gli imprenditori e gli startupper può creare un cocktail dirompente, una commistione di esperienza e di entusiasmo di cui hanno bisogno soprattutto i settori stagnanti.

Gli imprenditori che hanno saputo stare sul mercato per molti anni e oggi vorrebbero continuare a crescere con la loro piccola, media, grande azienda sono quelli che a poco a poco si levano la cravatta, e scendono a farsi un aperitivo con il futuro dell’Italia: incontrano giovani e meno giovani che si mettono in gioco sfidando la timidezza per provare a presentare le loro idee.

Aperitivi, startup week end, premi dell’innovazione: in ogni angolo d’Italia ci sono iniziative dove è possibile ascoltare gli startupper. Incontri informali, scambi di opinioni, idee. Magari i giovani non realizzeranno il loro sogno, ma possono essere lo spunto per scoprire nuovi mercati e prodotti per meglio riposizionare l’azienda. Spesso quello che serve per realizzare la loro startup è proprio l’incontro con un’impresa tradizionale, un imprenditore navigato, qualcuno che conosca i meccanismi e abbia i contatti giusti. E’ necessario riservare e cercare incontri con il nuovo modello delle startup che deve essere valorizzato, grazie all’esperienza rodata di un imprenditore. Gli affari si fanno sempre in due: l’idea, l’entusiasmo, la focalizzazione di un giovane startupper con una idea innovativa e l’esperienza, la struttura, l’organizzazione di una azienda con un imprenditore che vogliano costruire il futuro insieme.

Raimondo Bruschi e Francesco Zambelli
autori di http://www.adottaunastartup.com

http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it/2013/13-febbraio-2013/imprenditori-2113990257471.shtml

NON SERVONO SRLS SE C’È UN IMPRENDITORE ILLUMINATO E UN RAPPORTO DI FIDUCIA

Pubblicato su http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it del 7/Feb/2013

NON SERVONO SRLS SE C’È UN IMPRENDITORE ILLUMINATO E UN RAPPORTO DI FIDUCIA

Lettera aperta agli startupper: «Il capitale sociale è importante. Perché non provare a nascere come brand di un’altra azienda?»

Si è tanto parlato delle Srls, la nuova forma di società di capitali che dovrebbe rendere più economico e snello creare aziende con un capitale sociale di un euro. Scomparirà la prassi di aprire con mille euro una società negli Stati uniti, utilizzata da molti startupper soprattutto nel campo digitale / web / software? Difficile prevederlo.

Quello che ci sentiamo di dire è che queste nuove società nasceranno un po’ zoppe. Molti giovani pensano che il capitale sociale versato sia da vedere come una sorta di immobilizzazione da segnare su un bilancio, e per questo si sono rivolti negli ultimi anni oltreoceano per i loro sogni di impresa (spesso senza nemmeno prendere un biglietto aereo). In realtà il capitale sociale, come sanno bene gli imprenditori del mondo «reale», è anche una questione di immagine, un segno di solidità, un qualcosa su cui fare affidamento.

Anche molto concreta: quale fido accorderanno le banche a una società in cui i fondatori non hanno investito nemmeno un euro? Chi avrà interesse a fare un contratto con una società i cui soci risponderanno alle obbligazioni fino a 1 euro? E via dicendo. Se il sistema Italia vuole crescere, gli imprenditori e gli startupper devono trovare il modo di andare oltre, e a volte anche contro, le leggi e leggine che imbrigliano in norme e commi la fantasia e la voglia di fare impresa. Serve fiducia, in quest’alleanza ipotetica tra imprenditori tradizionali e imprenditori in potenza, che permetta di superare gli ostacoli. Un’azienda può scegliere di nascere anche non come azienda, ma come semplice «brand», come prodotto o nuovo mercato, all’interno di un’azienda esistente. Come abbiamo raccontato in adottaunastartup.com, agli imprenditori diciamo di dare una scrivania e di segnare tutti i conti su un foglio di calcolo. Dividere le prime spese, dividere i primi profitti. Magari le spese le si possono dividere anche dopo i primi profitti, lasciando che sia l’azienda già esistente a farsene carico.

Non serve lanciare una nuova azienda per stampare in maniera innovativa delle scarpe personalizzate, si può andare in un’azienda di scarpe e lanciare il prodotto dall’interno di una struttura già esistente. Non solo è più economico, ma anche più rapido ed efficace. Perché lo startupper mette la passione al servizio dell’impresa. Perché l’imprenditore mette la conoscenza delle dinamiche del mercato al servizio dell’impresa. Perché la fiducia tra queste due figure permette di scavalcare i mille modi e i centomila costi accessori con cui viene spesso soffocato lo spirito dell’innovazione italiana.

Raimondo Bruschi e Francesco Zambelli
autori di http://www.adottaunastartup.com

http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it/2013/7-febbraio-2013/isrl-2113885631029.shtml

COSTRUIRE L’ALLEANZA TRA IMPRENDITORI E STARTUPPER

COSTRUIRE L’ALLEANZA TRA IMPRENDITORI E STARTUPPER

Pubblicato su http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it del 31/Gen/2013

COSTRUIRE L’ALLEANZA TRA IMPRENDITORI E STARTUPPER

Avere una buona idea non basta, agli innovatori servono le competenze per metterle sul mercato

L’Italia si riempie di giovani con bellissime idee e di possibili canali (concorsi, finanziatori, bandi pubblici) che potrebbero sostenerne economicamente la realizzazione, la parola Startup fa da contorno a eventi che cercano di fare incontrare gli innovatori con chi ha soldi da investire, anche la politica si accorge della voglia di tornare a crescere che ha invaso l’Italia digitale e prova a dare qualche strumento minimo per non tarpare le ali ed evitare un probabile esodo verso lidi esteri. Questa è una fotografia possibile del 2012 visto da chi guarda il mondo dell’innovazione tecnologica italiana con lo sguardo di chi lo conosce bene e ne studia i movimenti. Per restare nel settore Internet, abbiamo visto molti giovani con idee di nuovi social network, applicazioni per cellulari, nuovi modi di usare i dati forniti dai colossi dell’informatica. Molti che ci provano perché l’alternativa, anni e anni di lavori precari in un Paese che stagna, è troppo poco attraente per coinvolgere davvero le menti brillanti. Questo non significa che ci riusciranno tutti, ovviamente.

Avere una buona idea è solo il primo passo: banalmente, in tanti avranno pensato che fosse fantastico realizzare un’automobile che si guidasse da sola, ma solo Google finora è riuscita a realizzarla davvero. Non è nemmeno sufficiente, purtroppo, realizzare la propria idea. La storia è piena di geni innovatori italiani che riuscirono a creare qualcosa di davvero innovativo, ma che non riuscirono a sfruttarlo commercialmente. Certo, si può creare qualcosa anche solo per la gloria, ma non è di questo che ci vogliamo occupare in queste pagine. Una Startup è semplicemente una nuova impresa. Guidata da un imprenditore.

Non basta fare qualcosa di bellissimo e utilissimo, bisogna anche metterlo sul mercato, trovare i primi clienti, migliorare il prodotto, venderlo. Questo spesso manca agli innovatori italiani, alla prima esperienza di creazione di impresa, e questo è quello che invece possono insegnare gli imprenditori «del fare», quelli che negli scorsi decenni hanno costruito l’ossatura economica dell’Italia in anni a volte facili, a volte difficili, altre volte difficilissimi come quelli che stiamo vivendo ora.

Agli innovatoriitaliani serve qualcuno che possa aiutarli a mettere sul mercato le loro realizzazioni, con l’esperienza di gestire un’impresa e di stare sul mercato. Gli imprenditori tradizionali hanno bisogno di un nuovo entusiasmo, il lancio di nuovi prodotti, di respirare il vento dell’innovazione che sta soffiando in tutto lo Stivale. E l’unione di startupper e imprenditori tradizionali non può che far bene a tutto il sistema paese.

Raimondo Bruschi, Francesco Zambelli
autori di http://www.adottaunastartup.com

http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it/2013/31-gennaio-2013/adottaunastartup-2113789273445.shtml

Equivoci in rete, ecco come venite classificati sul web ed in e-mail

Equivoci in rete, ecco come venite classificati sul web ed in e-mail

Bresciaoggi.it, lunedì 28 Gennaio 2013
INTERNET, pagina 7

Equivoci in rete, ecco come venite classificati sul web e-mail

28 gennaio BSoggi

Equivoci in rete, ecco come venite classificati sul web ed in e-mail

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Se siete titolari di un ristorante, o di qualsiasi altra attività commerciale, di certo vi piacerebbe poter mandare un messaggio pubblicitario del tipo «Il tuo amico Mario è già stato da noi, chiedigli che cosa ne pensa». Le implicazioni del lancio del Graph Search, ovvero il nuovo motore di ricerca di Facebook, il social network più grande del mondo, sono moltissime. Chi investe in pubblicità on line negli ultimi anni lo ha spesso fatto utilizzando Google. Chi cerca un determinato libro, e vuole comprarlo on line, è felice di trovare immediatamente un negozio provvisto di quell´oggetto. Il venditore paga Google e sono tutti contenti.

LA PUBBLICITÀ su Facebook non è sempre stata efficace, perché gli utenti usano i social network per svagarsi, condividere opinioni, e molto raramente per cercare informazioni sui prodotti. Facebook è un social network, e il lancio del Graph Search apre una strada soprattutto per la pubblicità sociale. Comprare un biglietto per un concerto o un evento sarà più gratificante, se sappiamo che alcuni dei nostri amici saranno presenti.

Certo c´è un rischio per la privacy. Dovuta principalmente non a quello che l´utente decide, di sua spontanea volontà, di condividere con tutti. Il problema ora sono tutte le volte che, per scherzo o ironia, viene fatto «mi piace» su pagine o fatti che vengono poi male interpretati dall´algoritmo di ricerca. Così si rischia di essere classificati come «uomini a cui piacciono le prostitute», magari perché apprezziamo Pretty Woman. Sul blog http://actualfacebookgraphsearches.tumblr.com è presente addirittura una classifica di impiegati di multinazionali come McDonald che amano il razzismo.

Quindi, da ora in poi, bisogna stare attenti e riflettere su come può essere interpretato il nostro mi piace, anche tra qualche anno e da persone che non ci conoscono per nulla.

Discussioni in rete ai tempi d'elezioni

Discussioni in rete ai tempi d’elezioni

Bresciaoggi.it, lunedì 14 Gennaio 2013
INTERNET, pagina 5

Discussioni in rete ai tempi d’elezioni

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Ci sono sostanzialmente due modi per analizzare enormi quantità di dati: disporre di una rete di supercalcolatori o di una manodopera immensa. Una possibilità è quella di utilizzare grandi centri di elaborazione dati per cercare di prevedere il futuro, interpretando in tempo reale gli stati d’animo del presente.

Discussioni in rete ai tempi d'elezioni

Discussioni in rete ai tempi d’elezioni

Un esempio sono topsylabs.com, che si propone di analizzare quello che viene discusso sui social network, o la app gratuita per Iphone proposta da derwentcapitalmarkets.com per fare previsioni su andamenti di borsa. Strumenti importanti per un’azienda che vuole capire qual è la percezione del proprio brand o decidere dove vuole investire. Dati che sarebbe impossibile analizzare a mano: soltanto sul social network Twitter ci sono 400 milioni di messaggi pubblici al giorno (giugno 2012).

Si potranno un giorno annunciare in anticipo i vincitori delle elezioni? Di sicuro l’analisi dei big data può aiutare a capire se i sentimenti verso un certo candidato sono positivi o negativi, e parzialmente alcuni strumenti di misura dell’influenza riescono a distinguere se chi parla bene o male è un leader di opinione o un semplice cittadino che esprime la sua opinione soltanto a nome suo. Internet permette anche l’esatto opposto: la creazione di portali che facilitano la collaborazione tra le persone per raggiungere un determinato obbiettivo.

Restando sul tema politico, dopo gli Stati uniti arrivano anche in Italia piattaforme come https://factchecking.civiclinks.it/it/ che permettono di contribuire a controllare se le dichiarazioni di qualcuno sono vere o false. Siccome non si sa se arriveràmai il giorno in cui sarà un computer a decidere se scrivere la parola innocente o colpevole in una sentenza, entrambe le strade sono necessarie per l’evoluzione della nostra società.

agenda monti

Agenda-Monti, chi è stato a registrare i domini

Bresciaoggi.it, lunedì 31 dicembre 2012
INTERNET, pagina 18

Agenda-Monti, chi è stato a registrare i domini

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Agenda-Monti, chi è stato a registrare i domini.

Il dominio del Presidente www.agenda-monti.it ha certamente creato una certa ilarità, soprattutto tra gli addetti ai lavori. Nelle proprietà del documento Agenda Monti pubblicato dal Presidente del Consiglio c´era scritto il vero autore, o ultimo revisore: il senatore, all´epoca della pubblicazione ancora del Pd, Pietro Ichino.

agenda monti

Agenda-Monti, chi è stato a registrare i domini, scritto il pdf, creato account twitter

Sempre riguardo all´agenda Monti il sito appena citato è stato creato come intestato a un portavoce (nel caso, Elisabetta Olivi) anziché a Mario Monti e questo è un rischio molto grosso, aggravato dal fatto che la email di riferimento di quel sito, nevio32@yahoo.it, è intestata ancora ad un´altra persona, Nevio Boscariol. Se queste due persone litigassero con Mario Monti, potrebbero usare i suoi canali ufficiali. Il fatto che attualmente sia in corso una richiesta di trasferimento significa che probabilmente l´errore è stato quanto meno riconosciuto e magari verrà risolto a breve.

Non ultimo il profilo twitter @SenatoreMonti è stato in dubbio sul più noto e truffaldamente autenticato dalla spunta blu delle persone autenticate da twitter stesso (usando lo sfondo) @SenMarioMonti.

Nessuno pensa che un professore di economia debba conoscere anche come si crea decentemente un file Pdf, ma questi errori sono molto comuni, anche tra gli insospettabili: in passato, avevano creato scombussolamenti alcuni documenti della CIA, pubblicati da un generale che pensava di aver nascosto i nomi di tutte le persone coinvolte nell´operazione che aveva portato alla morte dell´agente dei servizi segreti italiani Nicola Calipari.

Una frase di un politico hackerata potrebbe far oscillare interessi nazionali e internazionali: in questo sono molto più accorte le Pmi che quando vogliono darsi un´identità, non la improvvisano. O almeno, non sempre.

 

decreto sviluppo 2.0

Sviluppo 2: partenza con il nodo finanziamenti

Bresciaoggi.it, lunedì 17 dicembre 2012
INTERNET, pagina 60

Sviluppo 2: partenza con il nodo finanziamenti

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Il decreto Sviluppo 2, contenente le misure a favore delle Startup, è stato convertito in Legge.

Le agevolazioni includono bonus del 35% per le assunzioni qualificate, contratti di lavoro più flessibili ripetendo più volte i contratti a tempo determinato, detrazioni Irpef per gli investimenti in Startup pari al 19%, e una delle cose più chiacchierate: il risparmio per la creazione delle aziende (446 euro in meno tra bollo, segreteria e Cciaa).

decreto sviluppo 2.0

partenza con il nodo finanziamenti

Basterà questo a impedire l´esodo dei giovani innovativi italiani verso altri porti, come Stati uniti, Germania, Asia o Sud America? Ovviamente no. Ma è un passo importante: per la prima volta si parla di innovazione in maniera seria anche dentro le leggi italiane.

Centrale rimane il tema del finanziamento.
Molte sono strade non convenzionali per raccogliere i soldi necessari a realizzare le proprie idee innovative.

Sempre più Startup negli ultimi anni hanno scelto la strada del crowdfounding, ovvero raccogliere soldi (founding) da un folto numero di persone (crowd) che partecipano a vario titolo. I siti a questo scopo pullulano e spopolano. Ci sono il colosso internazionale Kickstarter, dedicato solo a progetti creativi, come l´italiano produzionidalbasso.com che esiste addirittura dal 2005. Alcuni sono solo specializzati in Startup vere e proprie, come growvc.com, altri come Kapipal (a dispetto del nome, italiano pure questo), con il quale raccogliere soldi anche per progetti personali come un matrimonio, e l´ultimo arrivato DeRev che aspira a trasformare le idee in rivoluzioni. Queste sono piattaforme, che danno visibilità ma non molto di più.

 

Come al solito, come in ogni impresa, sta all´imprenditore essere in grado di convincere migliaia di persone a credere in lui e finanziare il suo progetto.